Il trattamento del tumore della prostata ha conosciuto negli anni un rapido cambiamento sia per la gestione, ormai solo multidisciplinare, che per la presenza di nuove opportunità̀ terapeutiche che hanno determinato notevoli miglioramenti della sopravvivenza. La multidisciplinarietà̀ ed il confronto con il MMG, consentono oggi al paziente di essere protagonista di una scelta terapeutica che miri non solo alla sopravvivenza, ma anche alla qualità̀ della vita.

Le nuove tecnologie ci hanno permesso, oggi, di migliorare considerevolmente la stadiazione della malattia. Si consideri come la diagnosi precoce è stata, ed in gran parte continua ad essere, affidata semplicemente al PSA. Solo di recente l’imaging ci ha consentito di visualizzare in fase precoce la sede della malattia, facendo sì che la stadiazione pre-trattamento chirurgico, radioterapico e medico, non venisse affidata solo alla clinica. L’evoluzione della RM e della PET, singolarmente, o meglio integrate in unico esame, faranno sì che molte recidive, oggi solo “biochimiche”, perché determinate dal semplice incremento del PSA, possano essere palesate dall’imaging e quindi trattate anche in modo selettivo e mirato.

La possibilità̀ di studiare le mutazioni dei geni oncosoppressori BRCA, così come è avvenuto per il cancro della mammella e dell’ovaio, probabilmente ci consentirà̀ di diagnosticare ancora più precocemente la malattia, consentendo, così, anche di ridurre la radicalità̀, e quindi le complicanze del trattamento chirurgico e/o radioterapico.

Infine, alle già̀ molteplici terapia mediche, si uniscono nuovi farmaci, già in fase di studio in numerosi trials internazionali, quali immunoterapici e PARP inibitori, che fanno crescere la speranza di trattamenti sempre più̀ efficaci e sempre meno tossici.

Pertanto giovedì 28 OTTOBRE alle ore 19.30 in modalità webinar si terrà un incontro formativo, (accreditato ECM con 3 crediti)

Docenti saranno: il Prof. Vincenzo Mirone, Professore Ordinario e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia presso Università “Federico II” , il prof. Ciro Imbimbo , dott. Savio Domenico Pandolfo e il Dott. Achille Aveta.