La detossificazione è la cura di uno stato di intossicazione attraverso la neutralizzazione e l’eliminazione delle tossine. Al giorno d’oggi è un concetto che sta assumendo sempre più rilevanza per il mantenimento della salute generale.

La società industriale in cui viviamo ci espone quotidianamente ad un ampio spettro di composti chimici, che entrano in contatto con noi attraverso la pelle, i polmoni e l’apparato digerente. Fra le molecole di origine ambientale troviamo l’alcool, la nicotina, i gas di scarico, i rifiuti industriali, i pesticidi, gli erbicidi, gli additivi alimentari, i farmaci, i solventi ed i metalli pesanti. Insomma non poco. A ciò si aggiunga che altre importanti fonti di tossicità sono alcuni prodotti dello stesso metabolismo e quelli provenienti da un’alterazione della normale flora intestinale. Quest’ultima, infatti, comprende generalmente batteri e lieviti che in caso di disbiosi possono produrre numerose sostanze tossiche. Queste a loro volta possono passare nel torrente circolatorio e dare avvio ad una reazione infiammatoria da parte del sistema immunitario.

La riduzione dell’accumulo di tossine ed il miglioramento delle capacità detossificanti del corpo rappresentano le strategie chiave per affrontare i sintomi della tossicità e la sensibilità ai prodotti chimici.

Per tali motivi la Comegen, in collaborazione con la SIMG Napoli, ha strutturato un incontro formativo, (accreditato ECM con 3 crediti) che si terrà mercoledì 22 maggio alle ore 19,30 presso la sede della COMEGEN e vedrà come docente il dott. Biagio Ciambriello, gastroenterologo del CTO  ed i nostri Luigi Napoli e Ivan Nista.

Il  Sistema Linfatico e le patologie ad esso correlate sono state trascurate per molto tempo in quanto considerate irrilevanti. In realtà il linfedema è tra le condizioni patologiche più incomprese e trascurate.

Il Linfedema si distingue in:

  • Primario: conseguente ad un incompleto sviluppo del sistema vascolare.
  • Secondario: dovuto all’esito di una “ablazione chirurgica” del sistema linfatico oppure conseguente alla “distruzione radioterapica” (Linfedema dell’arto superiore secondario a trattamento per carcinoma mammario o secondario ad   altre neoplasie – melanomi, neoplasie utero, prostata, intestino, etc.).

A livello nazionale, il numero complessivo di pazienti oncologici affetti da linfedemi secondari è circa 200.000, mentre risulta circa 150.000 il numero di pazienti affetti da linfedemi primari.

L’entità di questi dati epidemiologici è anche dovuta alla mancata informazione e collegamento tra la medicina generale ed i pochi specialisti del Linfedema, costituendo, pertanto, un effettivo “anello debole” al corretto follow-up diagnostico-terapeutico della patologia.

L’inserimento del Linfedema nei LEA offre finalmente la presa in carico dei pazienti affetti da parte del SSN. L’attribuzione al paziente affetto da Linfedema primario del codice di esenzione per ‘malattia rara’ consente di usufruire di importanti opportunità di assistenza. Inoltre per tutte le forme di linfedema è possibile l’accesso alla terapia fisica a carico del SSN presso Centri Convenzionati. 

La Comegen, in collaborazione con la SIMG Napoli, ha pertanto organizzato un incontro formativo (accreditato ECM con 3 crediti) che si terrà giovedì 16 maggio alle ore 19,30 presso la sede della cooperativa. Relatori saranno Il Prof. Bruno Amato, della Federico II, che ci aggiornerà sulle problematiche legate al Linfedema primitivo, la Dr.ssa Monica Pinto, dell’Istituto Pascale, illustrerà il Linfedema secondario a genesi oncologica o post-chirurgica, la Dr.ssa Angela Piantadosi, specialista ambulatoriale, ci spiegherà le opportunità offerte dalla terapia fisica e le modalità di accesso alle prestazioni a carico del SSN,  ed i nostri  Vincenzo Mandaliti e Francesco Bara.