4 Maggio 2018

Ogni anno in Europa muoiono oltre 25000 persone per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. Da diversi anni è in continua ascesa la percentuale di batteri resistenti agli antibiotici. Ciò è riconducibile ad un uso eccessivo e non sempre giustificato di antibiotici che porta alla continua selezione di ceppi batterici resistenti e all’uso spesso non corretto di questi farmaci da parte dei pazienti (sospensione anticipata della terapia antibiotica, ritardo nell’assunzione di una dose successiva ecc.).

L’attenzione della Classe medica e delle Istituzioni Sanitarie sul tema delle resistenze è focalizzata essenzialmente all’ambiente ospedaliero in cui, sicuramente, il problema è molto pesante. La maggior parte degli Ospedali, sia pubblici che privati, dispone di un laboratorio di microbiologia clinica che è in grado di fornire dati aggiornati e dettagliati sull’andamento delle resistenze nei diversi reparti.

Nell’ambito comunitario, viceversa, in cui  si registra la maggior parte della prescrizione degli antibiotici, non si sono creati analoghi servizi di monitoraggio  e ancor meno sono state intraprese  iniziative di informazione e/o formazione.

Iniziative tanto più necessarie quanto più diffusa è, tra i Medici di Medicina Generale, la prassi di ricorrere alla terapia antibiotica empirico/ragionata che, nella maggioranza dei casi trattati, non prevede l’ausilio del Laboratorio di microbiologia clinica ma che, per essere applicata senza gravi conseguenze, prevede da un lato la conoscenza dei microrganismi patogeni più frequentemente responsabili del processo infettivo e, dall’altro, il possesso di notizie certe ed aggiornate sulle resistenze che questi microrganismi hanno sviluppato  sul territorio in cui si prescrive la terapia essendo, in esso, distribuite a “macchia di leopardo” e non in modo omogeneo.

La mancanza di studi nell’Area delle Assistenza Primaria ha, dunque, abbassato progressivamente il livello di appropriatezza tra i Medici di  Medicina  Generale e, cosa peggiore, ha incrementato a dismisura l’abitudine dei cittadini di ricorrere correntemente all’assunzione dell’antibiotico come fosse un farmaco sintomatico da utilizzare a discrezione al momento del bisogno.

Per tali motivi la COMEGEN, in collaborazione con la SIMG Regionale, con il CNCM e con il Prof. Roberto Mattina della Sezione di Microbiologia dell’Università di Milano ha organizzato un percorso formativo/ricerca i cui risultati verranno illustrati  venerdì 4  maggio p.v. alle ore 19.30 presso la sede della cooperativa in viale Maria Bakunin 41.